Ho sempre pensato che il Carnevale fosse “una cosa per bambini”. Per quello che mi ricordo durante la mia infanzia ho vestito le sembianze di uno chef (avevo perfino cucchiaio e forchetta giganti), un carcerato insieme ad un amico (dovevamo essere una cosa in stile banda bassotti) e da spaventapasseri (il prurito che mi faceva la paglia nel collo?!). Ovviamente tutti cuciti rigorosamente a mano da mammà.
Si, all’appello manca il clown, incubo di tutti i bambini. Sinceramente non so se effettivamente non ci sono passato o i miei hanno avuto la decenza di risparmiarmi questo trauma. Chiederò conferma prossimamente. Tra l’altro non ho nemmeno mai visto IT.
Non sono molto tipo da baldoria, nel caos di una folla ubriaca non mi sento a mio agio, e questi sono fattori che, lo si voglia o meno, fanno parte del carnevale quando si è adolescenti o adulti. Quest’anno però ho avuto modo di rivalutare un po’ questo periodo dell’anno.
Nel weekend del 1-2 marzo sono stato ospite di Versiliatoday e Wishversilia per due giorni alla scoperta del Carnevale di Viareggio. Lo scopo dell’iniziativa era quello di far conoscere il Carnevale di Viareggio da un punto di vista “privilegiato”, o meglio ancora dal dietro le quinte.
Accompagnati da due perfetti ciceroni, Serena e Alberto, insieme ad altri 9 blogger ho avuto la possibilità di entrare dentro gli hangar de La Cittadella del Carnevale e parlare direttamente con i carristi. E’ stato un po’ come entrare ogni volta in un piccolo giardino segreto inesplorato. Un giardino che viene custodito gelosamente, ma che nasconde delle perle rare e affascinanti.
I carri che vediamo sfilare sul lungomare di Viareggio non fanno solo parte di una manifestazione, sono dei veri e propri concentrati di passione, artigianato e tecnica.
Salendo su uno di questi carri ci si rende conto veramente del lavoro che c’è dietro, di quanto possa essere complicato, delicato e minuzioso. Strutture in ferro che nemmeno edifici in mattoni forse hanno (e visto alcuni fatti di cronaca italiana è molto probabile, triste ma probabile).
In tutto questo va garantita la sicurezza di chi lavora e delle persone che poi staranno sul carro durante la sfilata. In questi anni non si sono mai rivelati gravi incidenti.
I carri di prima categoria arrivano anche a 20 metri d’altezza e alcune parti vengono addirittura montate una volta portati fuori dall’hangar. Anche il carrista vede per la prima volta la sua opera d’arte completa; fino a quel momento ha lavorato al buio. Pazzesco!
Altra cosa che non sapevo, è che i carri “nascono” ben un anno prima circa con un concorso durante il quale i carristi propongono i loro bozzetti e la Fondazione del Carnevale di Viareggio li vaglia e li approva. Ecco spiegato perché la satira politica non viene quasi più rappresentata durante il carnevale, la politica italiana cambia talmente rapidamente che un carrista si troverebbe a sfilare con un carro rappresentante una situazione ormai datata.
I carri, contrariamente a quanto si possa pensare, sono di proprietà della Fondazione, e non del carrista che lo realizza. Pochi giorni prima dell’inizio ufficiale del Carnevale vengono distrutti tutti i calchi in gesso (si perché le figure in cartapesta dei carri vengono realizzati grazie a stampi in gesso) e una volta finito, buona parte delle “scenografie” vengono distrutte. Sono troppo grandi per poterle conservare tutte, quello che però si può riciclare (parti meccaniche o elementi in ferro) vengono presi e riutilizzati per l’anno successivo.
Insomma… di particolarità (sconosciute) da raccontare e scoprire su questo grande Carnevale ce ne sarebbero davvero tante: i carri di prima e seconda categoria, le mascherate di gruppo e quelle singole, i premi, l’iter di approvazione e realizzazione, le scaramucce tra i carristi…
L’anima vera del Carnevale di Viareggio e la passione che hanno i viareggini per questo mese di festeggiamenti però si vede nelle feste dei rioni. Il più “sconvolgente” probabilmente è il Carnevaldarsena che si svolge in darsena a Viareggio, lungo i moli e i capannoni dove vengono costruite molte barche da sogno.
Al Carnevaldarsena vai per due motivi:
1) Per il cibo. Per l’occasione viene allestita una cosa tipo sagra del pesce. Per tre giorni si può mangiare risotto al nero di seppia, cacciucco, frittura di pesce……… mi viene fame a ripensarci! Io c’ero già stato un paio di volte diversi anni fa… e non è cambiato nulla, tutto buonissimo!
2) Divertimento sfrenato. Ti puoi vestire come ti pare, dalla semplice parrucca comprata 5 minuti prima alla bancarella al classico anni ’90 orso di peluche. Poi ci sono diverse postazioni con musica di vario genere dove ti puoi letteralmente distruggere. In pratica al Carnevaldarsena è il luogo in cui puoi vedere le stesse persone che qualche ora prima erano in ufficio in giacca e cravatta, dimenarsi ubriaca in mezzo alla folla con una tutina rossa attillata e una parrucca.
Ce ne sarebbero da dire ancora tante, ma a parole non sarebbero altrettanto coinvolgenti. Quindi l’anno prossimo abbandona per un giorno ogni pregiudizio sul Carnevale e fai un salto a Viareggio, al Carnevaldarsena o per un corso mascherato. Sarà una bella giornata, te lo garantisco!
Qui puoi trovare tutte le foto che ho scattato per l’occasione: Facebook – Flickr
Link utili:
– Carnevale di Viareggio – http://viareggio.ilcarnevale.com/
– Carnevaldarsena – http://www.carnevaldarsena.it/
– Versiliatoday – http://www.versiliatoday.it/
– Wishversilia – http://www.wishversilia.it/
– Bagno Nettuno (uno dei più vecchi di Viareggio) – http://www.bagno-nettuno.it/nettuno/
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